Violenza sul lavoro: i dati allarmanti del report INAIL

Il fenomeno della violenza nei luoghi di lavoro si sta rivelando una piaga sociale sempre più diffusa, come dimostrano i preoccupanti dati emersi dal recente report INAIL. Nel 2023 sono stati registrati 6.813 infortuni sul lavoro causati da aggressioni, con un incremento significativo rispetto all’anno precedente. Un dato che assume contorni ancora più drammatici se si considera che le donne risultano essere le principali vittime, con un aumento dell’8,6% dei casi rispetto al 2022.
L’analisi rivela una realtà complessa: se la maggior parte delle aggressioni proviene da soggetti esterni (come nel caso di rapine o attacchi al personale sanitario), un numero non trascurabile di episodi violenti si consuma tra le mura aziendali, tra colleghi. Il settore sanitario emerge come particolarmente vulnerabile, con infermieri e operatori sociosanitari – in prevalenza donne – che pagano il prezzo più alto in termini di violenze fisiche e psicologiche.
Di fronte a questa emergenza, l’INAIL ha avviato una serie di iniziative mirate, tra cui il progetto “Valutazione dei rischi in ottica di genere”, che riconosce come uomini e donne possano essere esposti a rischi diversi in base alle mansioni svolte. L’obiettivo è fornire strumenti concreti ai datori di lavoro per identificare e prevenire situazioni di pericolo, creando ambienti lavorativi più sicuri e rispettosi.
Tuttavia, i numeri dimostrano che non basta il monitoraggio: serve un cambio culturale radicale che coinvolga istituzioni, aziende e lavoratori. La strada da percorrere è ancora lunga, ma la presa di coscienza collettiva della gravità del fenomeno rappresenta il primo, indispensabile passo verso luoghi di lavoro realmente inclusivi e liberi da violenze. Un traguardo che non è solo questione di sicurezza, ma di civiltà.
Consulta il report: https://www.6libera.org/wp-content/uploads/2025/04/alg-dati-inail-2025-febbraio.pdf